Il virus, un esserino devastatore

virus esserinoMai il virus, un esserino così microscopico, si era spinto tanto in là. Pensate che ha un diametro di appena 0,000125 mm, e non solo non risulta visibile ai nostri occhi, ma anche la fantasia fa fatica a collocarlo nello spazio. Un tipo così lo avremmo etichettato come un fannullone e buono a nulla, sì perché non è letteralmente in grado di fare niente. Incapace di sintetizzarsi una proteina o una qualsiasi molecola, privo di qualsivoglia meccanismo di trasporto al fine di trasferire una informazione da una parte all’altra del microrganismo; insomma sguarnito delle più elementari funzioni di cui la più banale delle cellule a noi note, ne è provvista in quantità. Se questo virus lo paragonassimo all’uomo, diremmo che è quel tipo incapace di cucinarsi un uovo alla coque, ma che sa imporsi come solo i grandi dittatori hanno saputo fare. Anzi quest’esserino entra in una cellula e lascia credere alla cellula che lo ospita che l’ordine impartito è in verità il desiderio della cellula stessa. Si potrebbe dire che oltre al danno anche la beffa. Non solo. Vive di viltà, pur proveniente dai margini dell’universo biologico, una volta nella cellula, riesce a predominare solo in quei corpi già martoriati dal tempo e dalle malattie. E potremmo aggiungere e terminare, la lista a carico di questo virus fetente è purtroppo lunga, che è affetto anche da codardia. Quando entra in un organismo sano viene umiliato e confinato, ma nonostante ciò riesce ancora a sfruttare quel soggetto, a sua insaputa, come veicolo per farsi catapultare in un organismo con precarie condizioni di salute per mettere in atto le sue intenzioni di sterminatore.

Pensate la strategia di questo misero fannullone di un virus, non solo porta a morte molte migliaia di persone (nessuno può dire quante e nessuno sa quando tutto ciò terminerà), ma è riuscito a insediarsi nei gangli della mente dell’uomo generando paura e panico, e togliendogli uno dei beni più preziosi: la libertà. È riuscito a confondere le idee ai governanti, seppur taluni non ne avevano mai avuta una; è riuscito a farli bisticciare tra di loro, senza dimenticare che più d’uno di loro viveva di risse; si è lasciato inseguire come in una caccia al tesoro, annebbiando le menti e cancellando il valore della prevenzione. Ha fatto anche di più, ha chiuso fabbriche senza il bisogno di appropriarsi delle chiavi, si è insediato nei meandri della finanza con una classe e padronanza che ha sorpreso perfino quelli che ci hanno fatto apparire la finanza del tutto legittima e soprattutto necessaria.

Insomma, ci si era preparati alle forze devastatrici delle bombe, nessuno si aspettava che un essere minuscolo e buono a nulla ci avrebbe messo in ginocchio, come un tempo ci si prostrava davanti ai re.

Luigi Cursio

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